(17/02/1916, Petrograd, Impero Russo – 29/03/1940 Woodbridge, Inghilterra)
C’era una volta, nel sobborgo londinese di Muswell Hill, un principe russo: Alexander Obolensky. La storia di questa tre quarti ala poteva essere una bella favola, ma la sua vita non vi assomigliò per niente. Dall’Impero preda di fermenti rivoluzionari, la nobile famiglia sbarcò nella discreta Londra quando “The Prince” (il principe), come verrà conosciuto per gran parte della sua carriera, era ancora in fasce. Si fece notare per le sue qualità di rugbista alla Oxford University, da dove passò al Leicester per poi approdare in nazionale, quella del suo Paese di adozione, l’unico che aveva mai visto e vissuto. Rappresentò l’Inghilterra in quattro occasioni1 segnando due memorabili mete al debutto contro i neozelandesi, squadra che il XV della rosa non aveva mai battuto. Quando scoppiò la Seconda Guerra Mondiale, il Principe decise di arruolarsi nella Royal Air Force e venne assegnato alla 54ma Squadriglia: un giorno di primavera del 1940, al termine di un volo d’addestramento su un Hawker Hurricane atterrò sulla pista dell’aeroporto militare di Marlesham Heath, vicino Woodbridge, finendo in un dirupo oltre la pista fratturandosi le vertebre del collo. Aveva solo 24 anni.
1Cfr. http://www.scrum.com/1200_1205.php?includeref=dynamic&player=22619.
Un principe tra gli uomini
Aleksandr Sergeyevich Obolensky nacque a Pietrogrado, nell’allora Impero Russo, all’apogeo della Prima Guerra Mondiale, figlio del Principe Sergey Aleksandrovich Obolensky, assistente personale del Governatore Generale di Mosca e ufficiale della Guardia Imperiale a cavallo, e della Principessa Luba Narishkin. Per Aleksandr si prospettavano grandi privilegi ed una vita agiata, ma nella Russia rivoluzionaria avere privilegi era diventato tremendamente pericoloso.
Poco tempo dopo la Rivoluzione Russa del 1917 la famiglia Obolensky chiese asilo in Inghilterra e si accasò nel sobborgo di Muswell Hill, situato nella parte settentrionale di Londra: dalle opulenze dei palazzi imperiali ad un angusto appartamento londinese, il padre e lo zio furono costretti alla vergogna di guadagnarsi il pane col sudore della propria fronte in una fattoria, tra fieno e galline. Malgrado ciò, al piccolo Aleksandr (per tutti Alexander) non mancò un’educazione tradizionale inglese passata tra le scuole più prestigiose (e costose) del Paese. A 13 anni venne spedito nella contea del Derbyshire, dove frequentò il Trent College di Long Eaton dal 1929 al 1933. Lo sport più praticato del college era ed è a tutt’oggi il rugby e il giovane Principe non poteva esimersi dal provarlo come tutti i ragazzi dell’epoca interessati allo sport.
Con il Trent College si rese protagonista di un exploit incredibile, aiutando la squadra nella stagione record del 1932 chiusa con 539 punti segnati e soli 22 subiti. Aveva 16 anni e un talento ormai cristallino.
Finita l’esperienza nel Derbyshire, Alexander entrò nel Brasenose College, uno dei collegi costituenti della Oxford University, e a 18 anni giocò il Varsity Match mettendo a segno uno spettacolare placcaggio salva-meta in uno 0-0 altrimenti dimenticabile. Quel match lo segnalò all’attenzione dei selezionatori inglesi, che lo convocarono nel 1936, quando ancora era al secondo anno, per giocare contro gli imbattuti (dall’Inghilterra) All Blacks. Obolensky divenne il primo e unico russo a giocare per la nazionale inglese e la sua convocazione, ottenuta con l’assicurazione che sarebbe diventato cittadino naturalizzato, causò una forte polemica nei giorni precedenti la partita. Il 4 gennaio 1936 a Twickenham 72.000 spettatori, incluso il Principe di Galles1, accolsero il debuttante assoluto. Quella partita thrilling vide i bianchi trionfare per la prima volta sui neri, con un 13-0 propiziato dalle due mete del Principe, le prime dell’incontro. La seconda meta, considerata tra le più belle di tutti i tempi, venne definita dallo scrittore T.P. McLean “una stupenda dimostrazione di ipotenusa nel rugby”2. “Il russo” venne calorosamente acclamato eroe nazionale inglese e divenne immediatamente un idolo degli studenti.
Sempre nel 1936, Alexander prese parte ad un tour in Sudamerica con una rappresentativa britannica e il 31 agosto segnò 17 mete al XV brasiliano. Una prestazione record, iscritta tutt’oggi nel Guinness del rugby. L’avventura di Alexander in maglia inglese continuò per altre tre partite, concluse senza mettere a referto alcun punto.
Laureatosi ad Oxford nel 1937, il Principe passerà la sua breve carriera rugbistica tra le fila di Chesterfield, Leicester Tigers e il club ad invito dei Barbarians. Se ancora oggi si parla di Obolensky non è solamente per le eccezionali imprese sportive, ma anche per le testimonianze che ha lasciato di persona benevola e carismatica: la sua posta era inondata di lettere di ammiratrici e si diceva che la sua colazione preferita prevedesse ostriche e champagne.
Allo scoppio della Seconda Guerra Mondiale il Principe russo decise di servire la nazione nella quale aveva passato tutta la sua vita. Si arruolò nella RAF come pilota, ma non riuscì a partecipare ad alcuna battaglia. Il 19 marzo 1940 atterrando col suo Hawker Hurricane a Martlesham Heath finì in un dirupo alla fine della pista rompendosi il collo3 e diventando il primo giocatore di rugby morto in guerra. Aveva 24 anni, il Principe.
1Edward VIII, sarà incoronato 16 giorni dopo Re del Regno Unito. In occasione della convocazione di Obolensky in nazionale, si rivolse a lui domandandogli con quale diritto giocasse per l’Inghilterra (What right do you play today?)
2A stupendous exhibition of the hypotenuse in rugby.
3Cfr. http://www.cwgc.org/search/casualty_details.aspx?casualty=2720713.
Fonti
Jérôme Prevot, La diagonale du Prince.
Brendan Gallagher, The day a Russian prince in an England shirt beat the All Blacks.
Luciano Ravagnani e Pierluigi Fadda, Rugby, SEP Editrice, 2007.
(Christian Tugnoli)



