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Marc Cécillon

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Stefano Bettarello

Stefano Bettarello

(02/04/1958, Rovigo, Italia)

Quando Stefano Bettarello si presentò alla reception di un hotel al centro di Cardiff ebbe non pochi problemi a farsi dare la chiave della camera a lui assegnata. Era il 1987 e il mediano d’apertura della Benetton Treviso e dell’Italia partecipava per la prima volta al tour dei Barbarians, la più celebre selezione ad inviti del panorama rugbistico mondiale.
L’impiegata dell’albergo probabilmente non avrebbe mai immaginato di trovare un italiano all’interno di una rappresentativa quasi sempre composta da giocatori di origine anglosassone.

Ovviamente dopo l’imbarazzo iniziale, risolto contattando il direttore dell’albergo, Bettarello ebbe la sua camera, e non solo. Dopo il leggero allenamento pomeridiano i giocatori si ritrovarono per la cena, durante la quale David Pickering, storico capitano del Galles anni ’80, comunicò al ventinovenne rodigino che per la prima partita contro il Cardiff sarebbe stato lui il titolare della maglia numero 10. Si realizzava un sogno insperato sia per il mediano azzurro, che mai si sarebbe aspettato di partire tra i quindici titolari, sia per l’intero movimento ovale d’Italia, che per la prima volta poteva vantare un suo “figlio” tra le fila dei mitici Barbarians.

Il 18 Aprile Stefano Bettarello ascoltò come tutti “God save the Queen” e poi guidò sapientemente i backs bianconeri, tra cui spiccavano giocatori del calibro di Will Carling e John Orwin, conquistando i tifosi e i cronisti accorsi a migliaia in quell’Arms Park che oggi non c’è più. Giocò una partita perfetta, contornata da un’ineccepibile prestazione al piede: 3 trasformazioni e 2 calci di punizione, per un totale di 12 punti che tuttavia non bastarono per avere la meglio su una squadra affiatata come il Cardiff. L’incontro finì 33 a 24 per i padroni di casa ma l’impressione data da Stefano fu talmente positiva che ogni pregiudizio di stampo britannico cadde definitivamente. Infatti per il suo compleanno i suoi compagni fecero confezionare una torta con il classico “Happy Birthday” scritto con la cioccolata fusa, a testimonianza del fatto che ogni barriera psicologica era definitivamente crollata: Stefano Bettarello era diventato un “Barbarian” a tutti gli effetti, e l’Italia cominciava la sua scalata nel gotha del rugby mondiale. Manterrà il posto in squadra anche nel vittorioso match contro Swansea e si conquisterà la seconda chiamata l’anno successivo, collezionando alla fine 4 presenze e 43 punti segnati.

Stefano aveva un fisico minuto: meno di 70 chili distribuiti in un metro e settantatrè. Nel rugby moderno, dove si incontrano aperture “fisicate” come il sudafricano Butch James, non avrebbe trovato molto spazio ma per quello che era il gioco degli anni ’80 il suo fisico era più che sufficiente. La sua arma segreta erano i calci piazzati: era dotato di un piede assai preciso e capace di una “botta” da oltre 50 metri che gli consentì di segnare dal ’76 al ’94 qualcosa come 3206 punti nel campionato italiano con le casacche di Rovigo, Mogliano, Treviso e sul finire della carriera di Livorno e Casale: un record infranto nel 2008 da un altro rodigino, Andrea “Pepe” Scanavacca.

Rovigo, storico bastione del rugby veneto, era la città che il 2 Aprile 1958 gli aveva dato i natali e dove aveva conseguito risultati straordinari come 1356 punti segnati in 127 partite. Dalla stagione 83/84 si trasferì alla Benetton Treviso, unica squadra che in quel momento poteva mettere in discussione lo strapotere di un Petrarca Padova 5 volte campione negli anni ‘80, e mantenne la maglia azzurra numero 10 ben salda sulle spalle, disputando tutte le edizioni della Coppa FIRA ininterrottamente per 11 anni.

Le soddisfazioni ottenute con i Barbarians e con il club non gli bastarono però per essere incluso nel gruppo azzurro che affrontò la prima avventura mondiale del 1987 organizzata in Nuova Zelanda e Australia. Venne messo da parte dal CT Marco Bollesan, il quale gli preferì lo “svizzero” Oscar Collodo.

Chiuse definitivamente la sua carriera con la Nazionale il 3 Dicembre 1988, con 55 apparizioni e 483 punti realizzati mentre il ritiro definitivo dal rugby giocato avvenne alla fine del 1994, quando nel suo palmares figuravano 4 scudetti, 2 con il “suo” Rovigo e 2 con Treviso, e quelle 4 storiche presenze con i Barbarians.


Fonti
http://www.posserossoblu.it/default.asp?content=article&articoli_id=116
http://www.scrum.com/1200_1205.php?player=32463&includeref=dynamic
http://fr.wikipedia.org/wiki/Stefano_Bettarello

(Giorgio Pontico)

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